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Gli obblighi deontologici dell'avvocato nell'ascolto del minore

1.   Il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale

2.   Il colloquio con i figli minori

3.   L’ascolto nel processo penale

4.   Le sanzioni

5.   Prospettive de jure condendo


L’ascolto del minore, avvenga esso all’interno di un contenzioso familiare ovvero di un procedimento penale, costituisce adempimento di grande delicatezza per il giurista, avvocato o magistrato, che lo effettua (per una disanima competa dell’istituto, v. sul Lessico di diritto di famiglia l’aggiornamento alla voce “Ascolto del Minore”, alla quale si rinvia integralmente).

Proprio per prevenire possibili comportamenti illeciti o inopportuni da parte degli avvocati, il codice deontologico approvato dal Consiglio nazionale forense nella seduta del 31.1.2014 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 241 del 16.10.2014, ha introdotto per la prima volta una disposizione dedicata integralmente ai rapporti dell’avvocato con il minore: questa disposizione è stata all’epoca salutata come una delle più importanti novità del codice deontologico. 

In precedenza, non vi era infatti nel codice deontologico una disciplina specifica sul minore, che veniva menzionato solo nell’art. 52 del previgente codice, in relazione alle investigazioni difensive nell’ambito penale.

L’art. 56 del nuovo codice deontologico, invece, regola e disciplina l’ascolto del minore, tipizzando tre distinte condotte illegittime, che verranno esaminate qui di seguito.